domenica 22 dicembre 2013

In Grecia: Olimpia

Riguardando un po' questo blog, mi sono resa conto di aver rimandato troppo a lungo le tappe finali del mio viaggio in Grecia, e stavolta senza neppure avere la scusa di aver perso le fotografie. Semplicemente, ho iniziato a scrivere altre cose ed ho totalmente dimenticato di avervi promesso altre fotografie ed altri momenti di questa mia indimenticabile vacanza, ormai lasciata alle mie spalle.
Quindi, senza sprecare altro tempo, ecco un'altra meta assolutamente obbligatoria per un giro nella culla della civiltà occidentale: Olimpia, la sede delle Olimpiadi, i giochi sacri a Zeus, che scandivano il tempo della datazione greca a partire dal 776 a. C. Dall'iniziale semplicità di un luogo di culto all'aperto, il santuario si espanse nel tempo con l'aggiunta di templi sempre più maestosi, ed assurse ad essere uno dei luoghi più importanti per l'identità greca che accomunava, pur tra i contrasti ed i conflitti, le poleis del mondo ellenico. Ancora oggi si rimane stupiti dalla maestosità di queste rovine, di queste colonne che svettano nel cielo, dell'ampio spazio aperto dello stadio, in una verde e lussureggiante cornice di vegetazione. Turisti da tutto il mondo vagano, con gli occhi spalancati dall'ammirazione, tra i resti di templi e tempietti votivi, si soffermano a catturare nella loro memoria e nelle loro macchine fotografiche gli squarci più suggestivi, ed infine si immergono nelle sale del museo, dove due dei più affascinanti frontoni dell'arte greca, quelli del tempio di Zeus, si fronteggiano ieratici, insieme a statue, bronzi e vasi. Dai più arcaici bronzetti votivi di cavallini stilizzati al magistrale Hermes con Dioniso bambino di Prassitele, in cui la scultura greca raggiunge impressionanti livelli di naturalismo e morbida espressività.
Oltre alle mie parole, però, stavolta vorrei lasciare come commento alle immagini l'inizio della prima Olimpica di Pindaro, scritta proprio per celebrare la vittoria ai giochi olimpici di Ierone di Siracusa, e suggestiva immagine di quello che questo luogo era per la cultura greca:

"Ottima è l'acqua, l'oro come fuoco acceso
nella notte sfolgora sull'esaltante ricchezza:
se i premî aneli
a cantare, o mio cuore,
astro splendente di giorno
non cercare più caldo
del sole nel vuoto cielo -
né gara più alta d'Olimpia celebriamo,
onde l'inno glorioso incorona
con pensieri di poeti: che gridino
il figlio di Krónos, giunti alla ricca
beata dimora di Hiéron!"















Prossima tappa, a Micene. Vi aspetto!

Clara

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